MALATTIE: ACQUA DOLCE
Pubblicato da Ciclidiepiranha
Con la collaborazione di Ciclidiepiranha
I Protozoi. Ciliati. Malattia dei puntini bianchi o Ictioftriasi.
La mallattia dei puntini bianchi è dovuta al protozoo "Ichthyophtirius multifiliis", e' una delle infezioni più note tra
quelle causate da protozoi. Questi protozoi traggono nutrimento dai più minuti vasi sanguigni dell'epidermide e quando sono
maturi forano la pelle e cadono sul fondo della vasca. Qui si riproducono in una spora, dividendosi centinaia di volte, e
dopo 36 ore sono in grado di infettare i pesci. L'animale ammalato appare cosparso di puntini bianchi, che si trasformano ben
presto in aree più estese, danneggiando la cute. Il prurito è molto evidente e la pelle si stacca a vasti lembi. I danni
provocati al rivestimento cutaneo dei pesci consentono anche l'ingresso di altri agenti patogeni. Malattia contagiosissima.
L'infezione viene sempre trasmessa da pesci appena introdotti che non hanno ancora manifestato i sintomi di ictioftiriasi.
Il parassita raggiunge la cute del pesce incistidandosi e si sviluppa a spese dell’ospite senza moltiplicarsi. Dopo circa
10-20 giorni e oltre (a seconda della temperatura dell’acqua) esso, avendo raggiunto il massimo sviluppo, lascia la cute
dell’ospite colpito, raggiunge il fondo della vasca fissandosi ad eventuali alghe o ghiaia ivi presenti e si avviluppa in un
involucro di consistenza gelatinosa.
A questo punto comincia il suo sviluppo partendo inizialmente da due individui e, quindi, sempre per moltiplicazione
asessuata lineare, in quattro e così via, fino a raggiungere in meno di 24 ore un numero pari a 2000 nuovi parassiti (i
cosiddetti tomiti). Allorché schiudono essi si presentano muniti di ciglia vibratili che ne consentono il movimento. Questo
li mette in condizione di raggiungere nuovi pesci. Più in particolare il parassita si attacca al pesce con la parte priva di
ciglia, la quale si comporta anche come bocca perforante. Se, invece, i tomiti non riescono ad agganciare nessun pesce, essi
degenerano e muoiono, certamente entro 24-36 ore o anche meno, dal momento della schiusa. Questa fase, tuttavia, secondo
alcuni ricercatori può protrarsi anche per 8-10 giorni.
Per quanto riguarda la localizzazione dei protozoi sulla cute va detto pure che detto attecchimento avviene spesso anche a
livello delle branchie; come del resto può verificarsi in qualsiasi altra parte del corpo — all’approccio esterno può
coincidere o seguire una penetrazione nel derma con interessamento dei vasi sanguigni e delle varie parti muscolari. In
genere i parassiti man mano che si spostano determinano la creazione di piccoli cunicoli e, quindi, si incistano.
Sintomi
I sintomi più appariscenti di questa parassitosi sono dati dalla presenza di vari puntini biancastri di diversa grandezza e
disseminati un po’ ovunque sul corpo del pesce; l’eventuale interessamento delle branchie comporta in maniera più o meno
evidente anche fenomeni di asfissia.
Trattamento
La cura dell'ictio si effettua con blu di metilene, diluendo 3 ml di soluzione 1:100 ogni 10 litri di acqua dell'acquario. Il
trattamento va protratto per almeno tre giorni per distruggere anche i cosiddetti tomiti ancora natanti nell'acqua in cerca
dell'ospite. I tomiti sono uno stadio appena schiuso dalle cisti dell'ictio, queste ultime sono resistenti ai medicinali.
Il trattamento termico con temperatura superiore a 30°C può essere efficace solo agli stadi iniziali della malattia e deve
durare per almeno tre settimane. I pesci, ovviamente, devono essere resistenti alle alte temperature.
Ad ogni modo, il trattamento può essere eseguito con prodotti in commercio (ad esempio Costawert della Sera).
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