MALATTIE: ACQUA DOLCE
Pubblicato da Ciclidiepiranha
Con la collaborazione di Ciclidiepiranha
I Vermi.
I parassiti dal corpo vermiforme, sono spesso dotati di organi adesivi che servono all'animale per attaccarsi alla pelle del pesce o alle pareti dell'intestino.
I platelminti, come dice il nome, sono vermi dal corpo appiattito. Possono essere parassiti esterni e attaccarsi alla pelle del pesce o alle branchie, come Gyrodactylus e Dactylogyrus (Trematodi Monogenei), o parassiti interni e attaccare l'intestino, di questi fanno parte i Cestodi e i Trematodi Digenei.
Altri vermi parassiti degli organi interni, appartengono alla classe dei Nematodi (Capillaria e
Camallanus).
Trematodi monogenei
Si tratta di vermi piatti che si muovono sul substrato e si nutrono, una volta attaccati all'ospite, prelevando sangue e frammenti di pelle che staccano con movimenti di raschiatura, altrimenti di pezzi delle branchie. I trematodi monogenei possiedono degli uncini che servono al parassita per aderire all’ospite.
Sintomi: un'infezione lieve è ben tollerata dai pesci. Qualora i pesci fossero attaccati da Dactylogyrus o Gyrodactylus si osservano comportamenti anomali come
sfregamenti e nuoto a scatti . I pesci pesantemente attaccati dai parassiti della pelle presentano delle aree della pelle opacizzate su cui si formano delle lesioni cutanee. L’infezione alle branchie invece comporta difficoltà respiratorie, spesso una delle due branchie rimane chiusa mentre l'altra è aperta e il pesce cerca di respirare, ma a fatica. Le stesse branchie possono apparire vistosamente gonfie e pallide. .
Prevenzione: la trasmissione di questi parassiti avviene per diretto contatto con i pesci colpiti. I vermi sono ermafroditi e quindi sono in grado di riprodursi da soli. Il sistema migliore per evitare infezioni è evitare di introdurre pesci già malati. Si può allestire una vasca di quarantena e trattare i pesci con medicinali a largo spettro
Trattamento: la cura può non risultare idonea se prima non si eliminano le cause della malattia: sovraffollamento, condizioni igieniche inadeguate, deterioramento della qualità dell’acqua.
Per il trattamento si usa formalina, effettuando dei bagni in un recipiente separato con 1-4 ml di formalina in 10 litri di acqua per 30 minuti.
Il permanganato di potassio si può usare se il pesce è attaccato anche da altri batteri. In 10 litri di acqua si sciolgono 100 mg di permanganato e si immerge il pesce per 8-15 minuti . Il pesce va tenuto sotto osservazione e va spostato se si osservano reazioni avverse.
Medicinali Commerciali: Mycowert (Sera) e Ectopur (Sera): 8 gocce ogni 25 litri (o 20 ogni 20 litri) il 1° giorno + 2 cucchiaini da caffè di Ectopur per 25 lt 4 gocce (o 10 ogni 20 litri) il 2° e il 3° giorno.
Altrimenti, Gyrotox (Tetra) o Sterazin (Waterlife).
Gyrodactylus è un parassita della pelle che non necessariamente danneggia l'ospite.
All'interno del corpo del parassita si distinguono gli embrioni. Gyrodactylus, infatti, partorisce individui vivi e questo fa si che per controllare l’infestazione sia sufficiente un trattamento.
Dactylogyrus è invece un parassita delle branchie. Dactylogyrus si riproduce deponendo delle uova. Queste sono resistenti ai medicinali. Sono quindi consigliati dei trattamenti settimanali per periodi di 3-4 settimane.
Dactylogyrus infetta sia gli esemplari di Discus adulti, sia gli esemplari giovani.
Trematodi digenei, cestodi e nematodi
Si tratta di vermi che colpiscono gli organi interni dei pesci. Il ciclo vitale di questi vermi spesso richiede uno o due ospiti intermedi. Il pesce può quindi essere ospite intermedio o definitivo a seconda della specie parassita.
In acquario si osservano di rado pesci colpiti da questi parassiti, solitamente si tratta di pesci catturati in natura che portano all’interno dei loro tessuti le cisti dei parassiti. Altrimenti possono venire introdotti nell’acquario, tramite gasteropodi prelevati da stagni o laghi (è il caso dei trematodi digenei) o tramite crostacei o tubificidi usati come cibo(cestodi). Una cura contro questi parassiti non è possibile.
I trematodi digenei possono colpire l'occhio dei pesci provocando una malattia detta cataratta verminosa che porta alla cecità. In questo caso si osservano all'interno dell'occhio le larve di questi vermi.
Solo i nematodi possono rappresentare un pericolo per i pesci d’acquario qualora i pesci venissero pesantemente colpiti. Allora si osserva un notevole dimagramento del pesce (“dorso a lama di coltello”) e occorre esaminare le feci al microscopio. I casi di epidemie gravi con perdite sono rari, ma in questo caso i pesci sono colpiti anche da altre malattie e la causa di morte non è chiara.
Se i pesci soffrono di un infezione causata da cestodi, nelle feci si osservano delle uova a forma di cilindro con le estremità arrotondate. Si tratta di uova di Capillaria. I pesci che possono soffrire di questa infezione sono generalmente Scalari e Discus.
Camallanus è un altro cestode che si riconosce perché dall’ano dei pesci colpiti (di solito Caracoidei e Poecillidi), pendono le estremità dei vermi rossi. Questi si ritraggono al minimo movimento. Camallanus può venir introdotto in acquario molto raramente, ma il parassita può causare delle perforazioni nella parete dell'intestino e su queste si possono attaccare altri parassiti batterici.
Anche questi vermi si riproducono tramite un ospite intermedio, in genere larve di insetti e copepodi. Si può quindi prevenire la malattia facendo attenzione alla qualità del cibo, soprattutto il cibo vivo, che si somministra ai
pesci.
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